Arabic freedom

[ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ] GIORNALE Fiamma Nirenstein : " Cristiani cacciati dal Medio Oriente. Europa e Usa scelgono di lasciar fare " [ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ]
Si disegna all'orizzonte il tramonto della bimillenaria presenza cristiana in Medio Oriente, così come il 1948 segnò la cacciata degli ebrei da tutti i Paesi arabi. La Chiesa, l'Europa, chi se non noi, sodali e fratelli nella civiltà giudaico cristiana, dovremmo avere il buon senso di difenderla, di porre condizioni d'acciaio alle famose primavere arabe: se volete fiorire, non lo farete col nostro aiuto se continuate a perseguitare e uccidere i cristiani. Perché questa è una tendenza per niente episodica ma strutturale, che ha già cambiato la faccia dei Paesi arabi. Il Papa dette segno di averlo capito bene quando invitò alla tolleranza e alla razionalità all'Università di Regensburg nel 2006. Poi però la Chiesa non ha resistito alle pressioni, l'Europa si è scansata, gli Stati Uniti sono stati presi nella fallace politica di Obama. Tutti abbiamo visto le scene del Cairo che hanno fatto circa 40 morti e più di 200 feriti, quasi tutti copti. È triste che il primo ministro Essam Sharaf abbia commentato: «Qui ci sono mani straniere coinvolte». Un complotto sionista naturalmente. E quell'auto dell'esercito che passando sulla testa di un copto gliel'ha ridotta a poltiglia, quel militare che ha gridato entusiasta «Ho sparato nel petto a un copto», e il suo compagno che entusiasta gli rispondeva «Per Dio, tu sì che sei un uomo» parlano di disprezzo razzista , di pericolo imminente per gli otto milioni di copti. E poiché essi hanno ormai capito che la rivoluzione ha liberato forze autocratiche ed estremiste, se ne andranno per quanto possono.
Non saranno i primi cristiani che lasciano i musulmani, antichissimi coinquilini: al tempo dell'indipendenza del Libano dalla Francia, nel '46, i cristiani erano la maggioranza, ora sono meno del 30 per cento. In Siria erano metà della popolazione, ora sono il 4 per cento; in Giordania, venticinque anni fa, erano il 18 per cento, ora solo il due. I Paesi musulmani, per la maggioranza, non vogliono i cristiani, o sono preda di chi non li vuole: in Arabia Saudita il cristianesimo è proibito, in Iraq l'anno scorso proprio in questo mese 58 cattolici furono sterminati in una chiesa, dieci anni fa c'erano 800mila cristiani, oggi sono 150mila. In Iran, sotto lo Scià la vita era possibile, poi i cristiani sono stati dichiarati, con i bahai, gli ebrei e chiunque non sia sciita «in guerra contro Dio» e sono soggetti a arresti, torture, morte. Solo dal giugno 2010 sono stati arrestati 250 cristiani. A Betlemme i cristiani da quando nel '94 l'Autorità Palestinese governa, dall'80 per cento sono scesi al 20. A Gaza dove sono solo 3000, ci sono omicidi, i luoghi di culto vengono bruciati, la persecuzione è piena. Un po' più lontano in Pakistan i cristiani vengono aggrediti ogni giorno. Come reagiamo noi europei? Malissimo se si pensa che il patriarca maronita cattolico Bechara Rai, recatosi da Sarkozy per dire di essere preoccupato per i cristiani di Siria nel caso Assad venga deposto (non è una difesa del rais, ma l'annuncio di una presenza islamista attiva sul campo) è stato trattato come un paria e quando è andato in America Obama non l'ha ricevuto. L'Europa, gli Usa dove sono?
Le seguenti due news vogliono ricordare le persecuzioni dei cristiani in Pakistan.
http://www.asianews.it/notizieit/OttocristianiarsivivinelPunjab15943.html
Otto cristiani arsi vivi nel Punjab (02/09/2009) Uno di loro è un bambino di 7 anni. Fra i morti vi sono 4 donne. Personalità religiose islamiche e militanti fondamentalisti hanno aizzato la folla. Il combustibile è lo stesso di quello usato nelle distruzioni di Shanti Nagar (1997); Sangla Hill (2005) e Koriyan, un giorno prima. La polizia accusata di negligenza. Gojra (AsiaNews) – Truppe speciali pakistane hanno preso controllo della città di Gojra (Punjab) dopo il sanguinoso incidente avvenuto ieri in cui almeno 8 persone fra cui 4 donne e un bambino di 7 anni – sono state bruciate vive e 20 altre sono rimaste ferite. Almeno 50 case di cristiani sono state bruciate e distrutte e migliaia di fedeli son fuggiti per scampare alle esecuzioni. I familiari delle vittime si rifiutano di prendersi cura dei corpi morti e non vogliono fare funerali fino a che i colpevoli non sono arrestati. Alcuni degli uccisi sono stati identificati: Hamed Masih, 50 anni; Asia Bibi, 20; Asifa Bibi, 19; Imamia Bibi, 22; Musa 7; Akhlas Masih, 40; Parveen, 50 anni.
Almeno 3 mila musulmani, dopo essere stati aizzati dalle autorità religiose del luogo, hanno marciato a Gojra al villaggio cristiano fondato almeno 50 anni fa. Gruppi di giovani islamici – forse del gruppo sunnita SipaheSahabaha con il volto coperto hanno cominciato a sparare all’impazzata. Gli abitanti del villaggio sono fuggiti, ma alcuni sono stati intrappolati e hanno trovato la morte nell’incendio scatenato dalla folla inferocita.
Per bruciare le case, i militanti hanno usato un particolare combustibile, difficile da spegnere. Secondo testimoni, lo stesso combustibile è stato usato nel villaggio di Shanti Nagar, bruciato nel febbraio 1997; nella distruzione del villaggio di Sangla Hill (2005); nell’incendio delle 50 case dei cristiani e delle due chiese la sera del 30 luglio a Koriyan, vicino a Gojra.
Tutto è cominciato giorni fa con l’accusa di blasfemia contro Talib Masih, che avrebbe bruciato alcune pagine del Corano durante una cerimonia di matrimonio lo scorso 29 luglio a Koriyan.
Il 30 luglio centinaia di militanti islamici hanno assaltato e dato alle fiamme le case dei cristiani di Koriyan e hanno bruciato due chiese protestanti, della Church of Pakistan e della Nuova Chiesa apostolica. Secondo la polizia alcuni cristiani hanno sparato colpi di armi da fuoco contro i militanti, ciò che ha accresciuto la risposta violenta.
Il ministro delle minoranze, il cattolico Shahbaz Batti accusa la polizia di negligenza. Anche i cristiani locali affermano che essi hanno chiesto da giorni la protezione delle forze dell’ordine perché la situazione era tesa, ma non sono stati ascoltati. Alcuni cristiani affermano che sebbene la polizia fosse presente durante l’attacco a Gojra, i malviventi non sono stati fermati. Altri testimoni dicono che dopo un po’ di tempo la polizia ha cercato di fermarli, ma i militanti hanno attaccato anche le forze dell’ordine ferendone alcuni.
Ieri, mentre si diffondevano le notizie degli assalti contro i cristiani, a Lahore vi è stata una manifestazione per chiedere garanzie di libertà per i cristiani.
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/3/25/PERSECUZIONIArshadMasihbruciatovivoquandodireCristocostalavita/75103/
PERSECUZIONI/ Arshad Masih bruciato vivo: quando dire Cristo costa la vita
Lui bruciato vivo perché non rinunciava a Cristo per Allah. Lei violentata dai poliziotti davanti ai suoi tre figli per aver tentato di denunciare gli assassini del marito. La storia è abominevole, ma esemplare. Illuminante per comprendere l’atroce follia del Pakistan, il paese dove una legislazione, ispirata al Corano, permette di uccidere e perseguitare i cristiani o chiunque pratichi una fede diversa dall’Islam.
Certo per capirlo non servivano il rogo assassino di Arshad Masih, il cristiano 38enne bruciato vivo lo scorso fine settimana da un gruppo di estremisti islamici. Non servivano le sevizie inferte alla moglie Martha Bibi tra le mura di un posto di polizia. Le cronache delle violenze sopportate dai cristiani del Pakistan erano già troppo lunghe, già drammaticamente chiare. Sei di loro, tra cui quattro donne e un bambino, bruciati vivi ad agosto dello scorso anno nella cittadina di Gojra con l’accusa di aver insultato il Corano.
Una coppia di missionari trucidata a colpi di kalashnikov ad Islamabad nell’agosto 2007 perché sospettata di voler convertire i musulmani. Nel 2006 un muratore aggredito e quasi linciato da una folla al grido di “Uccidi il cane cristiano” per essersi dissetato ad una fontana inquinando con la sua bocca impura l’acqua riservata ai musulmani. Per non ricordare le stragi del 2002, quando 21 cristiani vengono uccisi a colpi di bombe e armi automatiche durante vari attacchi a scuole, chiese, istituti religiosi. O il massacro dell’ottobre 2001, quando un gruppo di estremisti in moto abbatte a colpi di mitra 18 persone riunite davanti ad una congregazione protestante.
Quel che più colpisce in questi episodi non sono i numeri o la frequenza, ma la sensazione d’impunità di chi li commette, la convinzione che uccidere un infedele non sia né un peccato, né un reato. A garantire questa scriteriata, spietata certezza ci pensa la legge sulla blasfemia varata nel 1986 dal generale golpista Zia Ul Haq.
Quella legge grazie all’abbinamento con la “sharia” impone la condanna a morte per chiunque sia ritenuto colpevole di aver insultato il Corano, Maometto e la fede islamica. Quel che la rende veramente abominevole, al di là della severità della pena, è la faziosità e l’improbabilità del procedimento adottato per applicarla. L’apertura di un procedimento per blasfemia non richiede né testimoni, né prove. Per trascinare in giudizio un sospetto basta la parola di un altro uomo. Poi se l’accusatore è musulmano e l’altro cristiano, o comunque infedele, peggio ancora. A quel punto la condanna è quasi scontata.
Anche perché provare l’inesistenza di un addebito inventato è più complesso che discolparsi da un reato autentico. Per capirlo basta ricordare le tragiche vicende del 1998 quando un tribunale condanna a morte, in primo grado, il cristiano Ayub Masih. A trascinarlo in giudizio è stato un vicino di casa pronto a giurare di averlo sentito difendere lo scrittore Salman Rushdie, l’autore dei Versi Satanici vittima di una “fatwa” emessa dall’ayatollah Khomeini.
Per molti mesi la sorte di Ayub sembra segnata e lo sdegno per quel processo iniquo spinge il vescovo cattolico di Faisalabad John Josef ad un clamoroso gesto di protesta. «In Pakistan scrive il vescovo disperato i non musulmani non sono considerati cittadini del loro paese... è venuto il momento di sacrificare le nostre stesse vite perché il nostro stesso paese ci nega la sicurezza».
Pochi giorni dopo aver scritto quelle parole il vescovo si spara un colpo alla testa davanti al tribunale che ha comminato la sentenza di morte contro Ayub. La reazione eccessiva ma esemplare di quel vescovo esasperato salva la vita di Ayub.
Pochi mesi dopo un altro tribunale accoglie le tesi della difesa e cancella la condanna. Le accuse, conferma la corte, erano il frutto dell’avidità e della fantasia del vicino convinto di poter costringere Ayub a cedergli un terreno. Ma quell’assoluzione e l’eco di quella vicenda non bastano a cancellare la vergogna delle “Sezioni 295 A e B” del codice penale, meglio conosciute come legge sulla blasfemia.
Quella legge assassina capace di cancellare una vita sulla base di una semplice parola continua, ancora oggi, a discriminare tra i fedeli dell’Islam a cui tutto è permesso e gli infedeli a cui non neppure consentito difendersi. La chiamano legge di Dio, ma è la legge dell’inferno terreno, la legge capace di trasmettere la certezza dell’impunità a chi nel nome di un aberrante e cieco fanatismo s’arroga il diritto di sterminare i fedeli di un’altra religione.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41849
Il GiornaleFausto Biloslavo: " Così l'Iran spegna gli artisti ribelli. Al regista film vietati per 20 anni" Jafar Panahi, uno dei più noti registi iraniani a livello internazionale, marcirà in galera per sei anni reo di non essere allineato con gli ayatollah. Lo ha confermato ieri la corte di appello di Teheran. Pochi giorni fa un’attrice iraniana è stata condannata a 90 frustate per aver recitato in un film controcorrente.
Restano ancora in carcere tre dei sei cineasti che stavano girando un documentario, proprio su Panahi, per la Bbc.
In questo clima è attesa a Teheran, dal 31 ottobre al 4 novembre, una delegazione del parlamento europeo. La missione sarebbe la prima dell’attuale assemblea di Strasburgo, dopo che per tre volte era saltata. Panahi è stato arrestato nel marzo 2010 con l’accusa di girare, senza permesso, un film sulle proteste dell’Onda verde contro l’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. La sentenza di appello ha confermato anche il divieto di girare film e di espatrio per i prossimi 20 anni. Panahi è stato riconosciuto colpevole «di aver messo a repentaglio la sicurezza nazionale e fatto propaganda » contro la Repubblica Islamica. La polizia lo aveva fermato la prima volta quando aveva partecipato alla commemorazione di Neda AghaSoltan uccisa durante una manifestazione. Lunedì scorso l’attrice iraniana Marzieh Vafamehr è stata condannata ad un anno di carcere e 90 frustate. La sua colpa è aver recitato in un film che denuncia le difficoltà di espressione degli artisti nella Repubblica islamica. La pellicola, la «Mia Teheran in vendita», è stata girata da Granaz Moussavi, una regista che il regime ha messo al bando. Non solo: tre cineasti di origine iraniana su sei sono ancora in carcere dopo essere stati arrestati il 17 settembre perché stavano realizzando un documentario su Panahi. Il ministro dell’intelligence Heidar Moslehi, ha spiegato che la Bbc «non è un organo di informazione, ma un’organizzazione di ispirazione sionista» che fa spionaggio politico.
La visita degli europarlamentari di fine ottobre rischia di far da foglia di fico all’isolato regime iraniano. I fautori dell’iniziativa sono l’ex presidente della commissione europea che si occupa di Iran, Barbara Lochbihler, ed il vice, Kurt Lechner. La prima è una pasionaria dei Verdi tedeschi, che ha sempre spinto per una linea più morbida con gli ayatollah. Il vicepresidente fa parte del Ppe, ma tiene conto degli interessi commerciali tedeschi in Iran.Con una lettera del 22 settembre la strana coppia ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione dalla presidenza del parlamento europeo per inviare una delegazione di 5 membri a Teheran. Secondo i documenti in possesso de Il Giornale i paletti nei confronti degli ayatollah sono deboli.
La delegazione dovrà «sollevare il caso della signora Asthiani come prioritario » è il messaggio più forte. Stiamo parlando di Sakineh, l’adultera condannata alla lapidazione, che, come conferma l’ambasciata polacca a Teheran, «rimane nel braccio della morte».Tre europarlamentari italiani Marco Scurria, Potito Salatto e Salvatore Tatarella chiedono «in una lettera inviata al Presidente (del parlamento europeo nda) Buzek di annullare l’ipotesi che una delegazione europea si rechi in un paese, l’Iran, che non offre garanzie in tema di rispetto della legalità e della democrazia ». Giovedì verrà presa una decisione finale sulla missione.
La delegazione europea arriverebbe a Teheran dopo il revival di impiccagioni che contraddistinguono la fine del Ramadan. Secondo Iran human rights almeno 50 persone sono state giustiziate dall’inizio di settembre, compreso un minorenne. Non solo: è finita nella mani della Guida Suprema, l’ayatollah Alì Khamenei, la sorte del pastore cristiano iraniano, Youcef Nadarkhani, condannato a morte e accusato di apostasia.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42101
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 03/11/2011, a pag. 2, l'articolo di Giulio Meotti dal titolo "Satira sull’islam, brucia Charlie Hebdo.Westergaard: E’ terrore ovunque".
La sede del settimanale Charlie Hebdo è stata data alle fiamme da fondamentalisti islamici per via della copertina che i lettori possono vedere riprodotta in questa pagina di IC.
Questa è solo l'ennesima dimostrazione di come non ci sia spazio per la satira per l'islam. Stupisce il commento di Massimo Nava sul Corriere della Sera che, fra le righe, sostiene che quella di Charlie Hebdo sia stata un'inutile provocazione. Se è provocazione significa che se la sono cercata? Magari la sede del settimanale s'è meritata la rappresaglia?
A questo è arrivato l'Occidente prostrato di fronte a Eurabia, che se un settimanale pubblica una vignetta su Maometto nessuno trova 'strano' che la sua sede sia data alle fiamme?
Roma. E’ “un’aggressione contro la Francia” scrive Ivan Rioufol sul Figaro. La notte tra martedì e mercoledì un incendio, causato da bombe molotov, ha distrutto la sede parigina del settimanale Charlie Hebdo, storico giornale satirico francese, libertario e di sinistra. L’attentato è avvenuto poche ore prima della pubblicazione di un numero dedicato alla primavera araba. Il giornale, che per l’occasione era stato ribattezzato “Sharia Hebdo”, aveva deciso di nominare il profeta Maometto “direttore” per “festeggiare la vittoria” del partito islamico Ennahda in Tunisia. Nella vignetta in apertura il profeta dice: “100 frustate, se non morite di risate”. Sin da subito l’intelligence francese aveva fatto sapere che il giornale rischiava grosso.
Su Twitter, su Facebook e via telefono, il giornale ha poi ricevuto minacce di morte. Anche il sito del giornale è stato preso di mira da pirati informatici, che hanno lasciato in homepage una foto della Mecca. Charlie Hebdo è detto anche la “Bête Noire”, la bestia nera dei fondamentalisti islamici. “L’onore della Francia è stato salvato da Charlie Hebdo”, aveva scritto Bernard Henri Lévy nel 2006 quando il settimanale satirico ripubblicò le vignette danesi su Maometto.
In quell’occasione il Consiglio francese musulmano aveva chiesto il ritiro delle copie, ma un tribunale ha poi scagionato la rivista. Philippe Val, allora direttore della rivista, firmò un manifesto contro l’islamismo assieme a Salman Rushdie, Taslima Nasreen, Ibn Warraq e Ayaan Hirsi Ali. Val fu anche uno dei pochi intellettuali, assieme a Claude Lanzmann e André Glucksmann, che difese il filosofo Robert Redeker dalla fatwa che lo aveva colpito in seguito alla pubblicazione di un testo critico sull’islam nel quotidiano Figaro.
Parliamo dell’attacco a Charlie Hebdo con Kurt Westergaard, il famoso vignettista danese all’origine della vicenda, in quanto autore della celebre caricatura di Maometto col turbante dinamitardo. Da allora, Westergaard vive minacciato di morte ed è anche scampato a un assalto dentro la propria abitazione, ad Aarhus. “Da Parigi a Copenaghen, ovunque oggi c’è un clima di terrore”, dice l’anziano artista al Foglio.
“Pochi giorni fa la polizia ha scoperto una cellula terroristica pronta a colpire il mio giornale, il Jyllands Posten, che oggi è protetto come un bunker. Anche casa mia ha una rete sofisticata di protezione e quando esco ho sempre delle guardie del corpo. La cosa triste e assurda è che in Danimarca non ci sono moschee da proteggere, ma io devo vivere nascosto. A Oslo poco tempo fa dovevo presentare un libro.
Ma la polizia un giorno prima ci chiese di lasciare il paese a causa del rischio attentati. Ci ha anche invitato a dire ai giornali che avevo avuto un attacco di cuore, per evitare il panico. L’Europa vive nella totale negazione del problema e oggi dobbiamo riflettere bene prima di usare la libertà di parola sull’islam. Siamo vittime dell’autocensura”.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42240
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 11/11/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Storia di un martirio copto".
La notizia esce in ritardo e non è stata rilanciata dai grandi media, ma vale la pena riprenderla. Un ragazzino egiziano di sedici anni è stato picchiato a morte dai suoi compagni di classe perché era cristiano. E’ successo il 16 ottobre scorso, una settimana dopo la strage di Maspero – ventotto manifestanti copti uccisi dall’esercito davanti alla sede della tv di stato – quando l’ondata di violenza religiosa era al suo massimo e al Cairo era sufficiente avere una croce sul cruscotto della macchina per rischiare di trovare il parabrezza sfondato.
Il delitto era stato classificato all’inizio come un episodio di bullismo finito malissimo, un litigio per un posto a sedere, ma il racconto che sta venendo fuori non lascia dubbi: il professore ha preso per la gola il ragazzo, Ayman Nabil Labib, “e l’ha quasi soffocato”, perché prima s’era rifiutato di coprire una croce tatuata sul polso – com’è comune fra i copti – e poi aveva tirato fuori da sotto la maglietta anche quella che portava al collo. Alcuni compagni si sono uniti al professore nel pestaggio e poi, quando Ayman è scappato dalla classe, l’hanno rincorso nei bagni e l’hanno ammazzato di botte.
Due di loro ora sono stati arrestati e, due settimane dopo la morte, il padre ha accettato di raccontare la storia. Il professore, che si è rivolto alla classe dicendo “Che cosa facciamo ora con lui?”, assieme a due bidelli che hanno indicato ai ragazzi dove andare a finire Ayman, non sono stati arrestati e nel frattempo sono scomparsi. E’ questa differenza di trattamento da parte dello stato che fa esasperare i copti.
Gli aggressori agiscono su uno strato sicuro di impunità garantita che parte dai litigi di cortile e sale fino alle massime autorità, che hanno platealmente mentito sulla strage di Maspero addossandone la colpa alle vittime e falsificando i dati. I copti si stanno organizzando per ottenere rappresentanza politica con le prossime elezioni, ma alcuni si trattengono, dicono che non va bene votare secondo il credo religioso, si finisce per isolarsi maggiormente dalla comunità. Toccherebbe ai militari proteggere le minoranze, ma per ora il sospetto è che vedano questi scontri come un altro pretesto per legittimare la propria permanenza al potere.

[ THAT'S WHY ISRAEL HAS NO HOPE TO BE ABLE TO SURVIVE ! ] NEWSPAPER Flame Nirenstein : "Christians driven out of the Middle East. U.S. and Europe choose to let it do " [ THAT'S WHY ISRAEL HAS NO HOPE TO BE ABLE TO SURVIVE ! ]You draw the sunset on the horizon of two thousand years of Christian presence in the Middle East , as well as 1948 marked the expulsion of the Jews from all Arab countries . The Church, in Europe , who if not us, companions and brothers in the Judeo-Christian civilization , we should have the good sense to defend it, to attach conditions to the famous Arab Spring steel : if you want to flourish, do not do that with our help if continue to persecute and kill Christians . Because this is a tendency for anything but episodic structure , which has already changed the face of the Arab countries . The Pope gave no sign of having got it right when he called for tolerance and rationality at the University of Regensburg in 2006. Then , however, the Church has resisted pressure , Europe dodged , the United States were taken in the fallacious policy Obama. We've all seen the scenes in Cairo, which they did about 40 dead and more than 200 wounded, almost all Copts. It is sad that the Prime Minister Essam Sharaf has commented : "Here there are foreign hands involved ." A Zionist plot course. And the army that that car passing on the head of a Coptic reduced to mush it to him , the military enthusiast who shouted "I shot a Copt in the chest ," and her partner who enthusiastically replied , " By God, you yes you are a man " talk of racist contempt or imminent danger for the eight million Copts. And since they have realized by now that the revolution has freed autocratic and extremist forces , they will go as far as they can.They will not be the first Christians who leave the Muslim -old roommates at the time of Lebanon's independence from France in '46 , the Christians were in the majority , are now less than 30 percent . In Syria were half the population, are now 4 percent ; Jordan , twenty-five years ago , they were 18 percent , now only two . The Muslim countries , for the majority , do not want the Christians , or are prey for those who do not want them : in Saudi Arabia , Christianity is forbidden in Iraq last year during this month 58 Catholics were exterminated in a church , a decade ago there were 800 thousand Christians today are 150 thousand . In Iran, under the Shah 's life was possible, then Christians have been declared , with the Bahais , Jews, and anyone who is not Shiite " war against God" and are subject to arrest, torture and death. Only since June 2010, 250 Christians were arrested . In Bethlehem Christians since the Palestinian Authority governs in '94 , fell from 80 per cent to 20. Gaza where only 3000 , there are murders, places of worship are burned , the persecution is full. A little ' far away in Pakistan , Christians are attacked every day. How do we react we Europeans ? Very bad if you think that the Catholic Maronite Patriarch Bechara Rai , who went by Sarkozy to say to be concerned about the Christians in Syria if Assad is deposed (it is not a defense of Gaddafi , but the announcement of an Islamist active presence in the field) was treated as a pariah when he went to America and Obama did not receive it . Europe , the U.S. , where are they?The following two news they want to remember the persecution of Christians in Pakistan.http://www.asianews.it/notizieit/OttocristianiarsivivinelPunjab15943.htmlEight Christians burned alive in Punjab ( 02/09/2009 ) One of them is a child of 7 years. Among the dead were four women. Islamic clerics and militant fundamentalists were inciting the crowd. The fuel is the same as that used in the destruction of Shanti Nagar (1997 ) ; Sangla Hill (2005) and Koriyan a day earlier. The police accused of negligence. Gojra (AsiaNews) - Pakistani special forces have taken control of the town of Gojra ( Punjab ) after the bloody incident that took place yesterday in which at least 8 people including 4 women and a child of 7 years - were burned alive and 20 others were injured . At least 50 houses of Christians were burned and destroyed and thousands of people have fled to escape execution . The families of the victims refuse to take care of dead bodies and do not want funerals until the culprits are arrested . Some of those killed have been identified : Hamed Masih , 50 years old ; Asia Bibi , 20; Asifa Bibi , 19; Imamia Bibi , 22; Musa 7; Akhlas Masih, 40; Parveen , 50 years.At least 3000 Muslims, after being egged on by the religious authorities of the place, marched in the Christian village Gojra founded 50 years ago. Groups of young Muslims - perhaps the Sunni group SipaheSahabaha with their faces covered started to shoot wildly . The villagers fled , but some were trapped and were killed in the fire sparked by an angry mob .To burn the houses, the militants used a special fuel , difficult to extinguish . According to witnesses, the same fuel was used in the village of Shanti Nagar , burned in February 1997 ; in the destruction of the village of Sangla Hill ( 2005); in the burning of 50 houses of Christians and of the two churches on the evening of July 30 in Koriyan near Gojra .It all started weeks ago on charges of blasphemy against Talib Masih, who would have burned pages of the Koran during a wedding ceremony on July 29 in Koriyan .On July 30, hundreds of Islamic militants attacked and set on fire the houses of Christians Koriyan and two Protestant churches , the Church of Pakistan and the New Apostolic Church . According to police , some Christians fired shots firearms against militants , further fueling the violent response .The Minister for Minorities , Shahbaz Bhatti , the Catholic accuses police of negligence. The local Christians say they have been asked to -day protection of the police because the situation was tense, but have not been heard . Some Christians argue that although the police were present during the attack in Gojra , the criminals have not been stopped . Other witnesses say that after a while ' time the police tried to stop them, but the militants also attacked the police injuring some .Yesterday, while spreading the news of attacks against Christians in Lahore there was a demonstration to demand guarantees of freedom for Christians.http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/3/25/PERSECUZIONIArshadMasihbruciatovivoquandodireCristocostalavita/75103/PERSECUTION / Arshad Masih was burnt alive when Christ say costs the lifeHe burned alive because they did not give up Christ for Allah. She raped by policemen in front of his three children for trying to expose the murderers of her husband. The story is abominable , but exemplary. Enlightening to understand the atrocious folly of Pakistan , the country where legislation inspired by the Koran , allows you to kill and persecute Christians or anyone who practices a faith other than Islam .Sure did not need to understand the burning murderess of Arshad Masih , a Christian 38 year old burnt alive last weekend by a group of Islamic extremists. Did not need the abuse inflicted upon the wife, Martha Bibi within the walls of a police station . The Chronicles of violence endured by Christians in Pakistan were already too long, already dramatically clear . Six of them , including four women and a child , burned alive in August of last year in the town of Gojra on charges of insulting the Koran.A missionary couple murdered in Kalashnikov rifles in Islamabad in August 2007 on suspicion of trying to convert Muslims. In 2006, a bricklayer attacked and nearly lynched by a mob shouting " Kill the Christian dog " for supposedly drank a fountain pollute his mouth with unclean water reserved for Muslims. Not to mention the massacres of 2002, when 21 Christians were killed with grenades and automatic weapons during several attacks on schools , churches , religious institutions . Or the massacre of October 2001 , when a group of extremists in motion shots of gunfire breaks down to 18 people gathered in front of a Protestant congregation .What is most striking in these episodes are not the numbers or frequency , but the feeling of impunity of those who commit them , the belief that killing an infidel is neither a sin nor a crime. To ensure this reckless , ruthless certainty we think the blasphemy law enacted in 1986 coup by General Zia Ul Haq .That law because it is combined with " sharia law " imposes the death sentence for anyone found guilty of insulting the Koran , Muhammad and the Islamic faith. What makes it truly abominable , beyond the severity of the penalty , it is the partisanship and the improbability of the procedure adopted to implement it. The opening of proceedings for blasphemy requires neither witnesses nor evidence. To drag a suspect to trial just the word of another man. Then if the accuser is Muslim and the other Christian , or at least unfaithful , even worse . At that point the sentence is almost a foregone conclusion.Also because proving the non-existence of a charge invented is more complex than exculpate himself from a crime authentic . To understand just remember the tragic events of 1998 when a court sentenced to death in the first instance , the Christian Ayub Masih . A drag judgment was a neighbor heard him swear to defend the writer Salman Rushdie , the author of the Satanic Verses victim of a " fatwa " issued by the Ayatollah Khomeini .For many months the fate of Ayub seems marked and disdain for that unfair trial pushes the Catholic Bishop John Joseph of Faisalabad to a dramatic gesture of protest. " In Pakistan, the bishop writes desperate non-Muslims are not considered citizens of their country ... the time has come to sacrifice our own lives for our own country denies us the security ."A few days after he wrote those words , the bishop fires a shot to the head before the court that imposed the sentence of death against Ayub . The overreaction but exemplary of that bishop exasperated saves the life of Ayub .A few months later another court accepts the argument of the defense and erases the conviction. The charges , confirms the court , were the result of greed and imagination of the near Ayub convinced he can compel to give him a plot . But absolution that and the echo of that story is not enough to erase the shame of the " 295 Sections A and B" of the Criminal Code , better known as the blasphemy law.That murderous law capable of ending a life based on a simple word continues , even today, to discriminate among the believers of Islam to which everything is allowed and infidels who do not even allowed to defend themselves. They call it the law of God, but it is the law of hell terrain , the law capable of transmitting the certainty of impunity for those who in the name of an aberrant and blind fanaticism s'arroga the right to exterminate the followers of another religion.http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41849The GiornaleFausto Biloslavo : " Iran So switch off the artists rebels. Director Al film banned for 20 years," Jafar Panahi , one of the most well-known Iranian directors at international level, will rot in jail for six years, guilty of not being aligned with the ayatollahs . This was confirmed by the Court of Appeal yesterday in Tehran. A few days ago Iranian actress has been sentenced to 90 lashes for having starred in a film counter .Remain in jail three of the six filmmakers who were filming a documentary , right on Panahi , for the BBC.In this climate is expected to Tehran , from 31 October to 4 November , a delegation from the European Parliament. The mission would be the first of the assembly in Strasbourg , after three times it was skipped. Panahi was arrested in March 2010 on charges of turn , without permission, a film about the Green Wave protests against the election of President Mahmoud Ahmadinejad. The appellate decision also confirmed the ban on making films and foreign travel for the next 20 years. Panahi was found guilty " of having undermined national security and made ​​propaganda" against the Islamic Republic . The police had stopped the first time when he attended the commemoration of Neda Aghasoltan killed during a demonstration . On Monday, Iranian actress Marzieh Vafamehr has been sentenced to one year in prison and 90 lashes . Her crime was to have starred in a movie that complains about the difficulties of expression of the artists in the Islamic Republic . The film, "My Tehran for Sale ," was shot by Granaz Moussavi, a director that the regime has banned . Not only three out of six Iranian filmmakers are still in jail after being arrested September 17 because they were making a documentary about Panahi . The intelligence minister Heidar Moslehi , told the BBC that "it is not a news organization , but an organization of Zionist inspiration " that makes political espionage .The visit of MEPs to end of October is likely to be a fig leaf block Iranian regime. Proponents of the initiative are the former president of the European Commission in charge of Iran , Barbara Lochbihler, and his deputy, Kurt Lechner . The first is a pasionaria of the German Greens , who has always pushed for a softer line with the ayatollahs . The vice president is part of the EPP , but takes into account the commercial interests of Germans in Iran.Con a letter of 22 September, the odd couple sought and obtained authorization from the Bureau of the European Parliament to send a delegation of 5 members in Tehran. According to documents in the possession of The Journal stakes against the ayatollahs are weak .The delegation will " raise the case of Mrs. Asthiani as a priority " is the strongest message . We're talking about Sakineh , the adulterous woman sentenced to stoning , which , as confirmed by the Polish Embassy in Tehran , " remains on death row ." Three Italian MEP Marco Scurria , Potito Salatto and Salvatore Tatarella ask "in a letter to the President ( the European Parliament nda) Buzek to cancel the hypothesis that a European delegation to go to a country, Iran , that offers no guarantees in terms of respect for the law and democracy . " Thursday will be a final decision on the mission .The European delegation would arrive in Tehran after the revival of hangings that mark the end of Ramadan . According to Iran human rights at least 50 people have been executed since the beginning of September , including a minor. Not only that ended in the hands of the Supreme Leader , Ayatollah Ali Khamenei, the fate of Iranian Christian pastor , Youcef Nadarkhani , sentenced to death and accused of apostasy.http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42101We report the LEAF today, 03/11/2011 , p. 2 , Giulio Meotti 's article titled " Islam Satire , burns Hebdo.Westergaard Charlie : It ' terror everywhere."The headquarters of the weekly Charlie Hebdo was set on fire by Islamic fundamentalists because of the cover that readers can see reproduced in this page of the IC .This is just another example of how there is no room for satire to Islam. Massimo Nava surprising comment on the Corriere della Sera that , between the lines , says that Charlie Hebdo was an unnecessary provocation. If it means that if the provocation is sought ? Maybe the seat of the weekly hath deserved retaliation ?To this came the West prostrate in front of Eurabia , that if a weekly published a cartoon of Muhammad is no ' strange ' that his home is on fire ?Rome . E ' " aggression against France ," writes Ivan Rioufol on Figaro. On the night between Tuesday and Wednesday in a fire caused by petrol bombs , destroyed the Paris headquarters of the weekly Charlie Hebdo , the French satirical newspaper historian , and libertarian left . The attack took place just hours before the publication of an issue dedicated to the Arab Spring . The newspaper, which on this occasion was renamed " Sharia Hebdo " , he had decided to appoint the Prophet Muhammad "Director" to "celebrate the victory " of the Islamist party Ennahda in Tunisia. In the opening vignette , the prophet says : " 100 lashes if you do not die of laughter ." Right now the French intelligence had told the newspaper that risked big .On Twitter, on Facebook and via telephone , the newspaper has also received death threats . Even the website of the newspaper has been targeted by hackers, who left home in a photo of Mecca. Charlie Hebdo is also called the " Bête Noire " , the bete noire of the Islamic fundamentalists . " The honor of France was saved by Charlie Hebdo " , wrote Bernard Henri Lévy in 2006 when the satirical weekly republished the Danish cartoons of Mohammed.On that occasion, the French Muslim Council had requested the withdrawal of the copies, but a court later acquitted the magazine . Philippe Val, then director of the magazine, he signed a manifesto against Islamism along with Salman Rushdie , Taslima Nasreen , Ayaan Hirsi Ali and Ibn Warraq . Val was also one of the few intellectuals , along with Claude Lanzmann and André Glucksmann , who defended the philosopher Robert Redeker from the fatwa that had struck him following the publication of an article critical of Islam in the daily Figaro.Let's talk about the attack on Charlie Hebdo Kurt Westergaard , the Danish cartoonist famous origin of the story, as the author of the famous caricature of Mohammed with a turban bomb . Since then, Westergaard living under the threat of death and is also escaped an assault inside his home , in Aarhus . " From Paris to Copenhagen , everywhere today there is a climate of fear ," says the elder artist Foglio ."A few days ago the police discovered a terrorist cell ready to hit my newspaper , Jyllands Posten , which is now protected as a bunker. Even my house has a sophisticated network of protection and when I leave I always have bodyguards. The sad thing is absurd that in Denmark there are mosques to be protected, but I have to live in hiding . Oslo A little while ago I had to present a book.But a day before the police asked us to leave the country because of the risk of attacks . There was also invited to speak to the press that I had had a heart attack , to avoid panic . Europe lives in total denial of the problem and now we have to think very carefully before using the freedom of speech on Islam . We are victims of self . "http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=42240We report the LEAF today , 11/11/2011 , p. 3 , the editorial titled " The Story of a Coptic martyrdom ."The news comes late and has not been re-launched by the mainstream media , but it's worth it back. A sixteen year old Egyptian boy was beaten to death by his classmates because he was a Christian. It ' happened on Oct. 16 , a week after the massacre of Maspero - twenty-eight Coptic protesters killed by the army in front of the headquarters of the state television - when the wave of religious violence was at its peak and Cairo was enough to have a cross on the dashboard of the car to take risks to find the broken windshield .The crime was classified initially as a bullying episode ended badly, a quarrel for a place to sit , but the story that is coming out leaves no doubt: the teacher took the boy by the throat , Ayman Nabil Labib , " and he almost choked , "because he had earlier refused to cover a cross tattooed on his wrist - as is common among Copts - and then he pulled out from under her shirt as well as his neck . Some comrades have joined the professor in the beating and then, when Ayman escaped from the class , they chased in the bathrooms and have beaten to death .Two of them were arrested and now , two weeks after the death , the father agreed to tell the story. The professor, who has turned to the class and said , " What do we do with him now ? " , Along with two janitors who showed the boys where to go to finish Ayman , have not been arrested and have since disappeared. And ' this difference in treatment by the state that does exacerbate the Copts .The attackers are acting on a secure layer that part of impunity guaranteed by the quarrels of the courtyard and climb up to the highest authorities , who blatantly lied about the massacre of Maspero blaming the victims and falsifying data. The Copts are organizing to achieve political representation at the next elections , but some hold back , say it is not okay to vote according to religious belief , you end up isolating most of the community. Would touch the military to protect minorities , but for now the suspicion is that they see these fights as another excuse to legitimize their hold on power .

[ ECCO PERCHé ISRAELE NON HA NESSUNA SPERANZA DI POTER SOPRAVVIVERE! ] Sulla fuga dei cristiani copti dall'Egitto, IC ne aveva dato notizia ieri. Oggi, 04/10/2011, viene ripresa da alcuni quotidiani, che mettono in risalto il vero volto della 'primavera' egiziana, o, almeno, quello che è diventata. Un destino facilmente individuabile sin dall'inizio. Su LIBERO, Carlo Panella, sulla STAMPA Giacomo Galeazzi, entrambi gli articoli mettono in evidenza cronache e analisi diverse, ugualmente interessanti Libero Carlo Panella: " I cristiani in fuga dall'Egitto " Centomila cristiani copti sono fuggiti dall’Egitto verso gli Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa da marzo a oggi per timore delle violenze degli islamisti. La notizia proviene dall’Unione egiziana per i Diritti umani, ed è attendibile, anche se va verificata e anche se sicuramente tra le motivazioni di questa migrazione conta molto il fattore economico: la primavera di piazza Tharir ha provocato una spaventosa flessione del turismo (meno 28% presenze), e in generale un netto peggioramento di un quadro economico già difficile. Ma, al di là dei numeri, è fuori discussione che il quadro politico egiziano è ben poco rassicurante per questa grande minoranza religiosa che conta tra gli 8 e i 10 milioni di adepti su una popolazione di 80 milioni. Naguib Gabriel, direttore dell’organizzazione che ha denunciato la diaspora cristiana sostiene infatti che «i copti non stanno abbandonando l’Egitto volontariamente, ma vengono costretti a fuggire dai salafiti con tattiche aggressive». Il fatto è che la giunta militare del feldmaresciallo Hussein Tantawi, oggi al potere al Cairo, è composta dai generali che fedelissimi a Hosni Mubarak, salvo poi voltargli le spalle all’ultimo minuto, e si mostra molto sensibile alla pressione crescente degli islamisti. Lo scambio offerto dai generali ai Fratelli Musulmani punta ad assorbire le loro richieste islamizzazione della società egiziana, in cambio di un colpo di spugna sul loro passato di complici di Mubarak. Beninteso, i copti in Egitto erano perseguitati anche sotto il regime precedente, tanto è vero che l’attentato kamikaze contro la chiesa dei Santi di Alessandria durante la messa di mezzanotte del 1 gennaio 2011, che fece ben 21 vittime, è avvenuto quando Mubarak sembrava ancora regnare senza problemi, così come centinaia erano stati i copti morti al Cairo e nel sud del Paese durante scontri confessionali negli ultimi decenni. Non solo, il grande Imam della moschea di al Azhar, massima autorità religiosa sunnita, il 3 gennaio, ebbe parole durissime e ruppe ogni dialogo religioso col Vaticano, per protestare contro le inesistenti “in gerenze” di Benedetto XVI che si era solo limitato, con parole di pace, a chiedere garanzie di libertà religiosa per i cristiani in Egitto. Un episodio odioso, indicativo di un clima di intolleranza musulmana che ha radici secolari, ma che ora, in un quadro politico incerto e burrascoso, non trova nessun bilanciamento nel governo. I copti in Egitto, peraltro, non sono mai stati coinvolti nella gestione del regime (come lo erano stati ampiamente nell’Iraq di Saddam Hussein e lo sono oggi nella Siria di Bashar al Assad) e quindi la persecuzione nei loro confronti non ha nessuna implicazione politica, ma è motivata solo dalla più classica intolleranza musulmana. Il dramma però è che queste campagne d’odio settario non solo non vengonocontrastate dai “nuovi” regimi che si sono sostituiti – con troppi elementi di continuità – a quelli caduti con la “primave ra araba”, ma vengono ignorati anche dall’Occidente. Nel vertice G8 del maggio scorso in Francia, su impulso di Nicolas Sarkozy e Barack Obama, è stato infatti deciso un fumoso “Piano Marshall” di ben 40 miliardi per i Paesi della “primavera araba” di cui ben 20 destinati a Egitto e Tunisia, purtroppo, senza condizioni, senza chiari e specifici vincoli di garanzia di una effettiva libertà religiosa. La classica elargizione “politically correct” di consistenti finanziamenti non finalizzati a costruire democrazia, che finiranno per perpetuare le peggiori storture delle società musulmane. La StampaGiacomo Galeazzi: " Cristiani in fuga dall'incubo di un Egitto islamico" L’ Egitto non è un Paese per cristiani. O almeno rischia di non esserlo più visto il potere sempre più forte delle correnti salafite salite alla ribalta dopo l’uscita di scena di Mubarak, in febbraio. Secondo l’Unione egiziana delle organizzazioni per i diritti umani, l’aumento delle tensioni religiose ha portato oltre 100 mila cristiani a lasciare il Paese. Una fugaesodo che potrebbe portare a modificare gli equilibri demografici interni e la stabilità economica. «La comunità internazionale non può assistere in silenzio a un dramma di queste proporzioni», è l’appello della Segreteria di Stato vaticana. Di fronte a «intolleranze fondate su pregiudizi»e a «strumentalizzazioni della fede per giustificare la violenza» in Curia si ribadisce che «la libertà religiosa è un diritto fondamentale da rispettare». Secondo gli analisti, la fuga dal Paese è «conseguenza delle rivolte della primavera araba iniziate nel dicembre 2010» che avrebbero aumentato il potere della componente islamica della società. In un documento inviato al governo del Cairo e al Consiglio supremo delle Forze Armate, l’Unione egiziana afferma che «i copti rappresentano un forte pilastro dell’economia» e che se stanno lasciando la loro terra natale «non lo fanno per necessità di lavoro, dal momento che costituiscono la classe imprenditoriale e professionale del Paese, ma per paura della linea dura adottata dai salafiti». Il documento ricorda l’escalation di violenze contro la comunità copta. Tra quelli più recenti, l’uccisione di nove cristiani all’inizio di settembre nel distretto di Mokatam Hills sopra al Cairo, la bomba alla chiesa copta di Alessandria a Capodanno e il taglio delle orecchie a un anziano copto a Qena. Una situazione più volte denunciata dai cristiani, che in maggio hanno manifestato a piazza Martin al Cairo per ribellarsi alle violenze. Molti di loro non hanno dubbi nel far coincidere la deposizione di Mubarak con l’aumento dell’intolleranza religiosa nei confronti dei cristiani. Dall’Egitto, la maggior parte di copti cerca rifugio negli Stati Uniti. Emigrare è difficile, ma la comunità vive con «il terrore che la corrente islamista si rafforzi e prenda di mira i copti», commenta lo scrittore Adel Girgis: «Ora in Egitto vi sono molte mani che agiscono per sfruttare il caos a loro vantaggio». Una situazione che Girgis riassume ricordando una precedente sommossa, quando «dopo il colpo di Stato del 1952 che vide l’ascesa al potere di Nasser seguirono tensioni con la comunità copta». Ad alimentare i dissidi sono spesso i matrimoni interreligiosi e soprattutto la nuova legge sui luoghi di culto approvata dal Consiglio supremo delle forze armate. La riforma è stata osteggiata dalle Chiese copte, anglicane e cattoliche che contestano le regole sulla grandezza e la distanza tra i luoghi di culto: non devono superare i mille metri quadrati e devono sorgere a una distanza di un chilometro l’uno dall’altro.
Sul numero dei cristiani egiziani le cifre sono diverse. Secondo il governo sarebbero 67 milioni, quasi il doppio ne contano i leader copti. Fonti indipendenti ritengono che i cristiani siano circa 89 milioni, circa il 10% della popolazione totale. La maggior parte di loro aderisce alla Chiesa coptoortodossa di Alessandria.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41759
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 10/10/2011, a pag. 14, l'articolo di Francesca Paci dal titolo " Scontri tra copti e polizia Al Cairo, ventidue morti ". .
Ameno di due mesi dalle prime elezioni dell’Egitto postMubarak, il Cairo assiste smarrito agli scontri di piazza più violenti dai giorni della rivoluzione. Per ore, ieri, davanti al palazzo della televisione di Stato, militari in assetto bellico hanno fronteggiato migliaia di copti che chiedevano giustizia per la chiesa incendiata la scorsa settimana dagli islamisti nella provincia di Assuan. Il bilancio provvisorio è di 174 feriti e almeno 23 morti (di cui 18 tra le fila dei manifestanti): quello definitivo potrebbe assestare un colpo durissimo al fragile equilibrio interreligioso del Paese. «Siamo stati attaccati» ripete al telefono un attivista copto che da settimane denuncia le pressioni crescenti da parte dei gruppi islamici più radicali e la corrispettiva strisciante nostalgia della sua comunità per il regime di Mubarak. Come altri testimoni, racconta che la protesta è iniziata nel quartiere copto di Shubra e che mentre il corteo si dirigeva verso palazzo Maspero, la sede della tv pubblica a un paio d’isolati da piazza Tahrir, sarebbe stato attaccato con bottiglie molotov, pietre e forse armi. Solo a quel punto i dimostranti avrebbero reagito alla provocazione dei «teppisti al soldo dei controrivoluzionari» per finire nel giro di poco tempo circondati dalle forze dell’ordine e bersagliati di lacrimogeni. Diversa la versione dell’esercito, da nove mesi alla guida provvisoria del Paese: mentre i soldati sparavano in aria per disperdere la folla qualcuno avrebbe aperto il fuoco contro di loro utilizzando, probabilmente, le munizioni recuperate nel blindato della polizia nel frattempo dato alle fiamme. «Non li colpiremmo mai, sono egiziani come noi, l’esercito ha dato prova di patriottismo sostenendo la rivoluzione» spiega concitatamente una fonte militare, confutando non solo la ricostruzione della giornata ma la sempre più diffusa diffidenza popolare verso l’operato degli ex eroi in uniforme. In serata il premier, Essam Sharaf, ha invitato la minoranza cristiana e i musulmani a «non cedere agli appelli alla sedizione», perchè quello «è un fuoco che brucia tutto e non fa differenze tra di noi».
I copti rappresentano circa il 10 per cento della popolazione egiziana e da anni puntano inascoltati l’indice contro la discriminazione da parte della maggioranza musulmana. A fine gennaio, dopo un inizio d’anno funestato dall’attentato alla chiesa ortodossa di Alessandria, si erano uniti con entusiasmo alla piazza che avrebbe poi defenestrato Mubarak scommettendo sull’unità nazionale. Allora insieme alle tshirt con la parola hurrya (in arabo «libertà») andava per la maggiore la bandiera con la croce copta incrociata alla mezzaluna islamica, simbolo d’una intesa assai più profonda del nome dato a Dio. Invece, così come le speranze dei liberali e dei laici, quelle dei copti sono andate pian piano a cozzare con l’agenda dei partiti religiosi tradizionali, leali compagni di strada fino al crollo del regime e poi dichiarati avversari politici e sociali. Senza contare il risveglio salafita, la corrente più estrema dell’islam alla destra dei Fratelli dei Musulmani, rinvigorita dallo sdoganamento assicurato dall’Egitto liberato e ossessionata dalla messa al bando degli infedeli. Pur condannando la timidezza sospetta dell’esercito nel reprimere le sempre più numerose schermaglie interreligiose, gli egiziani che il 17 febbraio scorso hanno brindato al nuovo corso del Paese continuano a scommettere sulla via democratica, come dimostrano i circa tremila tra musulmani e cristiani che ieri sera, alla notizia degli scontri, si sono radunati in piazza Abdel Moei Ryad, nei pressi del museo egizio, per scandire slogan sull’amicizia tra le due religioni tipo «Musulmani e copti, una sola mano». Ma a tarda sera, vicino all’ospedale, si registravano di nuovo violenze tra i due gruppi. La paura, oggi dilagante, è che l’esercito giochi su più tavoli e usi il pugno di ferro contro chi insiste ad opporsi alla restaurazione, laici, partiti di sinistra o all'occorrenza copti. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41826
[ THAT'S WHY ISRAEL HAS NO HOPE TO BE ABLE TO SURVIVE ! ] On the escape of Coptic Christians from Egypt , IC had the news yesterday. Today, 04/10/2011 , is taken up by some newspapers that showcase the true face of ' spring ' Egyptian, or , at least , what it has become . A fate easily identified from the outset. On FREE , Carlo Panella , the PRINT Giacomo Galeazzi , both articles highlight news and analysis different , equally interesting Vacant Carlo Panella : "Christians fleeing Egypt " One hundred thousand Coptic Christians have fled Egypt to the United States , Canada , Australia and Europe from March until now for fear of the violence of the Islamists . The news comes from the Egyptian Union for Human Rights , and is reliable , although it must be verified and although certainly one of the reasons for this migration matters a lot the economic factor : the spring of Tahrir Square led to a frightening decline in tourism (less 28 % attendance ) , and in general a sharp deterioration of an already difficult economic situation . But beyond the numbers , there is no question that the political framework is well- Egyptian hardly reassuring for this great religious minority that has between 8 and 10 million adherents out of a population of 80 million. Naguib Gabriel , head of the organization who denounced the Christian diaspora argues that " the Copts are fleeing Egypt voluntarily, but are forced to flee by the Salafis with aggressive tactics ." The fact is that the military junta Field Marshal Hussein Tantawi , now in power in Cairo, is composed of the general loyal to Hosni Mubarak , only to turn his back at the last minute , and it shows very sensitive to the increasing pressure of the Islamists . The exchange offered by the generals to the Muslim Brotherhood seeks to absorb their demands Islamization of Egyptian society , in exchange for a clean slate on their past complicity of Mubarak. Of course, the Copts in Egypt were also persecuted under the previous regime , so much so that the suicide attack against the Church of Saints in Alexandria during midnight mass on January 1, 2011 , who made as many as 21 victims , took place when Mubarak appeared still reign without problems , as well as hundreds were Copts killed in Cairo and in the south of the country during sectarian clashes in recent decades. Not only that, the great Imam of Al Azhar , the highest Sunni religious authority , January 3 , had harsh words and broke every religious dialogue with the Vatican to protest against the non-existent " in gerenze " by Benedict XVI, who had only limited with words of peace , to ask for guarantees of religious freedom for Christians in Egypt. An episode hateful, indicative of a climate of intolerance that has Muslim roots of trees, but now , in a turbulent and uncertain political framework , there is no balance in the government. The Copts in Egypt , however, have never been involved in the management of the scheme ( as they had been largely in Saddam Hussein and are now in Syria Bashar al-Assad ), and then the persecution against them has no implication policy , but is motivated only by the more classical Muslim intolerance . The drama , however, is that these campaigns sectarian hatred not only vengonocontrastate from the "new " regimes that have replaced - with too many elements of continuity - those fallen in with the " Arab spri ra " , but are ignored by the West . In the G8 summit in France last May , at the instigation of Nicolas Sarkozy and Barack Obama , was in fact decided on a smoky "Marshall Plan" of 40 billion for the countries of the "Arab Spring " of which as many as 20 destined for Egypt and Tunisia, unfortunately , no conditions, no clear and specific constraints guarantee a true freedom of religion. The classic donation "politically correct" substantial funding is not intended to build democracy , which will eventually perpetuate the worst distortions of Muslim societies . The StampaGiacomo Galeazzi : "Christians fleeing the nightmare of an Islamic Egypt " L ' Egypt is not a country for Christians. Or at least not likely to be seen more and more strong power of the Salafi current rose to prominence after the departure of Mubarak in February. According to the Union of Egyptian human rights organizations , the increase in religious tensions has brought more than 100 thousand Christians to leave the country. A fugaesodo that could lead to changes in the balance of internal demographic and economic stability . "The international community can not attend in silence a tragedy of this magnitude ," is the call of the Vatican Secretariat of State . In the face of " intolerance based on prejudices 'and' exploitation of the faith to justify violence " in Curia insists that " religious freedom is a fundamental right to be respected ." According to analysts, the escape from the country is " a result of the uprisings of the Arab Spring started in December 2010 ," which would have increased the power of the Islamic component of society. In a document sent to the Cairo government and the Supreme Council of the Armed Forces , the Egyptian Union states that " the Copts constitute a strong pillar of the economy " and that if they are leaving their homeland , " they do not need to work , since they are the professional and entrepreneurial class in the country, but for fear of the hard line taken by the Salafis . " The document recalls the escalation of violence against the Coptic community . Among the more recent ones , the killing of nine Christians at the beginning of September in the district of Mokatam Hills above Cairo, the bombing of the Coptic church in Alexandria on New Year's Day and the cutting of the ears to an elderly Coptic in Qena . A situation repeatedly denounced by Christians , which may have manifested in Martin Square in Cairo to rebel violence . Many of them have no doubts in the deposition of Mubarak to coincide with the rise of religious intolerance against Christians . From Egypt , the majority of Copts seeking refuge in the United States . Emigrating is difficult, but the community lives with "the terror that the Islamist movement is strengthened and take aim at the Copts ," says the writer Adel Girgis , "Now in Egypt there are many hands that act to take advantage of the chaos to their advantage " . A situation that summarizes Girgis recalling an earlier uprising , when " after the coup of 1952 which saw the rise to power of Nasser followed tensions with the Coptic community ." Fueling the disagreements are often interfaith marriages and especially the new law on places of worship approved by the Supreme Council of the Armed Forces . The reform was opposed by the Coptic Churches , Anglican and Catholic who question the rules on the size and the distance between the places of worship shall not exceed one thousand square meters and must arise at a distance of one kilometer from each other.On the number of Egyptian Christians digits are different. According to the government would be 67 million , almost double Coptic leaders can count . Independent sources believe that Christians are about 89 million , around 10% of the total population . Most of them adhere to the Church of Alexandria coptoortodossa .http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41759We report the PRINT today, 10/10/2011 , p. 14, Article Francesca Paci titled " Clashes between Copts and police in Cairo , twenty-two deaths ." .Pleasant than two months since the first elections postMubarak Egypt , Cairo assists lost the most violent street clashes since the days of the revolution. For hours yesterday, in front of the state television building , military forces armed military have faced thousands of Copts who demanded justice for the church burned down last week by Islamists in the province of Aswan. The provisional toll is at least 23 dead and 174 wounded (including 18 from the ranks of the demonstrators ) that could deal a final blow to the fragile balance of inter-religious country. " We were attacked ," he repeats on the phone for weeks that a Coptic activist denounces the increasing pressure from the more radical Islamic groups and the corresponding creeping nostalgia of his community for the Mubarak regime . Like other witnesses, said that the protest began in the Shubra district of Coptic and as the procession headed towards the Maspero building , the headquarters of the public television a couple of blocks from Tahrir Square , was attacked with Molotov cocktails , stones and maybe weapons. Only at that point the demonstrators would react to the provocation of " thugs in the pay of the counter " to finish in a short time surrounded by the police and targeted by tear gas. A different version of the army, for nine months at the helm of the provisional Country: while the soldiers fired into the air to disperse the crowd someone would open fire on them using , probably , ammunition recovered in armored police meanwhile set on fire . "I never would hit them , they are Egyptians like us, the army has demonstrated patriotism by supporting the revolution," a military source said excitedly , refuting not only the reconstruction of the day but the increasingly widespread popular distrust towards the work of former heroes in uniform. In the evening, the prime minister, Essam Sharaf , has called on the Christian minority and the Muslims "not to give in to calls to sedition ," because that "it is a fire that burns everything and does not differentiate between us."Copts account for about 10 percent of the Egyptian population and for years unheeded pointing the finger at the discrimination by the Muslim majority. In late January , after a year marred by the attack at the beginning of the Orthodox Church of Alexandria, had joined enthusiastically in the square who would later ousted Mubarak betting on national unity . So along with the t-shirt with the word hurrya (Arabic for "freedom" ) was the most popular flag with the cross Coptic cross the Islamic crescent , the symbol of a much deeper understanding of the name given to God's hand, as well as the hopes liberals and the laity, those of the Copts went slowly to clash with the traditional agenda of the religious parties , loyal companions until the collapse of the regime and then claimed political opponents and social . Not to mention the Salafi revival , the current extreme right of Islam to the Muslim Brotherhood , invigorated by the customs insured freed from Egypt and obsessed with the banning of the infidels. While condemning the shyness suspects army to repress the growing number of inter-religious skirmishes , the Egyptians , on 17 February toasted the new course of the country continue to bet on the democratic path , as shown by some three thousand Muslims and Christians last night at the news of the clashes, have gathered in the square Abdel Moei Ryad , near the Egyptian Museum , to mark the friendship between the two religions slogans such as " Muslims and Copts , one hand ." But late in the evening , near the hospital , were recorded again violence between the two groups. The fear is so widespread today , is that the army games on multiple tables and use an iron fist against those who insist to oppose the restoration , secular , leftist parties or, if necessary Copts. http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=41826